- FIRENZE – Lo scorpione di Elisabetta Gonzaga

Raffaello Sanzio, 1500-1506, olio su tavola
Ritratto di Elisabetta Gonzaga, duchessa di Urbino, dipinto da Raffaello Sanzio nei primissimi anni del Cinquecento e oggi conservato alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
La fronte della Duchessa è ornata da uno scorpione-gioiello, legato ad un cordoncino che le cinge il capo. Lo scorpione che tiene tra le chele una gemma quadrata, tagliata a tavola, era forse una sorta di talismano dal valore scaramantico, forse contro la sterilità.
Elisabetta, moglie infelice di Guidobaldo da Montefeltro, signore di Urbino, a cui era andata in sposa sedicenne, viene descritta da Baldassarre Castiglione, nella sua opera Il Cortegiano, come una delle più colte e raffinate nobildonne dell'epoca. Grande amante delle lettere e delle arti era dotata inoltre di una tagliente eloquenza. Tra i tanti significati attribuiti al gioiello vi è dunque anche quello che vede lo scorpione quale simbolo della sua capacità dialettica, sottolineata dal diamante fra le zampette che, con il linguaggio delle gemme, rappresenta l’acutezza pungente della dote oratoria di Elisabetta.